Lo scenario nel settore del comfort termico

LA SFIDA ENERGETICA

Lo scenario nel settore del comfort termico
NON C’È UN PIANETA B
“Quello che una volta era chiamato cambiamento climatico, ora è una vera e propria crisi climatica. L’emergenza climatica è una gara che possiamo vincere solo se cambiamo le nostre strade adesso.”
Antonio Guterres – Segretario Generale delle Nazioni Unite
 

I consumi energetici mondiali crescono e aumentano le emissioni di CO2

Il 2018 è stato il quarto anno più caldo mai registrato, riportando una temperatura media globale di oltre 1°C superiore rispetto alla media registrata da fine Ottocento, a conferma di una tendenza riscontrata negli ultimi cinque anni: il periodo con le temperature più alte finora registrate1. In questo contesto, i combustibili fossili rappresentano la prima causa dell’aumento della temperatura globale.
Nel 2018, il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) aveva esortato la comunità internazionale a rispettare il limite di 1,5°C, la soglia chiave individuata nell’accordo sul clima di Parigi oltre la quale il riscaldamento globale provocherebbe conseguenze profonde e potenzialmente devastanti per la vita marina, gli ecosistemi artici e intere società umane.
L’IPCC ha definito la prossima decade come decisiva al fine di contenere il riscaldamento globale, auspicando l’implementazione di cambiamenti rapidi e radicali sul fronte dell’energia e dei trasporti.
Il nuovo rapporto “Cambiamento climatico e territorio”, pubblicato nel 2019, analizza le misure legate alla gestione del territorio che possono determinare un impatto significativo sulla riduzione delle emissioni di gas serra, come la riduzione della deforestazione, il ripristino del territorio e la produzione sostenibile di cibo.
IEA 2019, World Energy Outlook

CONSUMI ED EMISSIONI DI CO2 SEMPRE PIÙ ALTI

Nel 2018 il consumo globale di energia ha subito una nuova accelerazione, raggiungendo un tasso di crescita quasi doppio rispetto a quello medio riportato dal 2010 in avanti. La domanda mondiale di energia è aumentata del 2,3%, trainata da una forte crescita dell’economia globale (+3,7%) e da un maggiore fabbisogno di riscaldamento e climatizzazione in alcune aree del mondo a causa dell’alta variabilità delle condizioni meteorologiche, sia invernali che estive.
Il maggiore consumo energetico, insieme con il ribasso dei prezzi dei combustibili fossili, ha determinato un aumento delle emissioni globali di CO2 che nel 2018 hanno raggiunto un nuovo massimo storico di 33,2 giga-tonnellate (Gt). Si tratta di una variazione in termini assoluti pari a 610 milioni di tonnellate (Mt), equivalente a quello che si sarebbe registrato con 225 milioni di auto in più in circolazione.
IEA 2019, World Energy Outlook
Il recente rapporto “World Energy Outlook 2019” dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEE) si sofferma sui cambiamenti all’interno del settore energetico, che figura tra i principali produttori di emissioni di gas serra a livello mondiale. Nello scenario presentato, il fabbisogno energetico mondiale crescerà ad un ritmo del +1% all’anno fino al 2040.
Il recente slancio verso un approvvigionamento sempre più da energia pulita non sarà infatti sufficiente a compensare gli effetti di un’economia globale in espansione e una popolazione in rapida crescita, che entro il 2040 vedrà l’aggiunta di ulteriori 1,7 miliardi di individui. Il rialzo dipende in larga parte dalle economie emergenti, con l’India in testa. Mentre nel 2000 l’Europa e il Nord America consumavano più del 40% dell’energia prodotta nel mondo e i Paesi asiatici in via di sviluppo si attestavano intorno al 20%, entro il 2040 la situazione sarà completamente rovesciata: la maggior parte della domanda di energia sarà concentrata in Cina, i cui consumi saranno quasi il doppio di quelli degli Stati Uniti.

UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA

Il Green Deal rappresenta la risposta UE all’emergenza dei cambiamenti climatici: la prima bozza della strategia presentata dalla Commissione Europea prevede la definizione di una legge vincolante per tutti gli stati membri finalizzata al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 e della riduzione delle emissioni inquinanti di circa 50% (vs 1990) entro il 2030. Uno dei punti fondamentali della manovra, supportata da un piano di investimenti annunciato pari a 1.000 miliardi di euro, è la decarbonizzazione del settore energetico.
Le misure, oltre a spingere verso un ripensamento dell’intero sistema di produzione industriale, riguardano temi quali la rigenerazione urbana, il recupero edilizio e l’efficientamento del settore del riscaldamento, con la previsione di nuovi target, iniziative di finanziamento e sviluppo di tecnologie innovative.
Questo nuovo piano europeo si appoggerà su diverse direttive specifiche, ad esempio la Renewable Energy Directive 2018/2001 prevede che nel 2030 si raggiunga il 32% di consumo finale di energie da fonti rinnovabili. Questi obiettivi fanno parte di una prospettiva a lungo termine delineata dalla 2050 Low Carbon Economy Roadmap e dagli obiettivi siglati con l’Accordo di Parigi delle Nazioni Unite, un patto globale sulla riduzione dei cambiamenti climatici, il cui testo è stato approvato dei rappresentanti delle 196 parti partecipanti.
IEA 2019, World Energy Outlook

EFFICIENZA ENERGETICA: LA LEVA PRINCIPALE PER LA RIDUZIONE DELLA CO2

Il rapporto 2019 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia evidenzia come il miglioramento dell’efficienza energetica rappresenti l’elemento chiave per il contenimento delle emissioni di CO2 entro il 2040. Di tutte le possibili aree di intervento, le soluzioni di efficientamento energetico pesano per il 37%, considerando soprattutto l’impatto generato dai prodotti utilizzati dall’utente finale. Tuttavia, i miglioramenti dell’efficienza stanno rallentando: il tasso dell’1,2% è ancora molto distante dal 3% che sarebbe necessario.
C’è ancora un ampio margine di potenziale per aumentare l’efficienza di questi prodotti e di conseguenza contribuire a ridurre in modo sostanziale l’incremento delle emissioni annue. In particolare, considerando che il parco caldaie europeo è ancora piuttosto obsoleto: dei 126 milioni di dispositivi installati, il 70% non supera la classe energetica D e il tasso di sostituzione risulta essere del 3,6% annuo.


Fonte Ecofys Study EU Pathways to a decarbonized building sector, 2018
CONSUMI GLOBALI PER SETTORE IEA 2019, World Energy Outlook2
  • INDUSTRIA 29
  • TRASPORTI 29
  • COMFORT TERMICO 23
  • ALTRO 19

L’IMPATTO DEL COMFORT TERMICO SUL SETTORE ENERGETICO.

Il consumo di energia e le emissioni sono provocati da tre aree di utilizzo principali: il 29% è prodotto nell’industria, il 29% nei trasporti e il 23% dal comfort termico residenziale e commerciale.
L’incidenza del comfort termico risulta particolarmente evidente in riferimento al consumo energetico residenziale: la domanda di riscaldamento nel settore immobiliare a livello globale rappresenta circa il 74% dei consumi finali complessivi e si riferisce soprattutto al riscaldamento degli ambienti.
Considerando anche i consumi derivanti dalla climatizzazione estiva, questa percentuale sale ulteriormente.
Eurostat 2017 e stime interne

CONSUMI ENERGETICI MEDI RESIDENZIALI: Europa Occidentale

La quota diviene ancor più significativa se si analizzano i consumi energetici residenziali medi dell’Europa occidentale, dove il riscaldamento per gli ambienti arriva a incidere per il 65% della domanda energetica totale e quella il riscaldamento dell’acqua per il 14%.
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